Mutui a tasso variabile con cap

I mutui a tasso variabile con cap furono una delle prima evoluzioni dei mutui a tasso variabile. Si tratta di un normale mutuo a tasso variabile in cui però è inserito un tetto al tasso massimo applicabile. Facciamo un esempio per capire.

Mutui a tasso variabile con cap

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Supponiamo di stipulare un mutuo a tasso variabile con tasso = Euribor 6 mesi + 2%. Se il tasso Euribor è pari al 4% noi paghiamo 4% + 2% = 6%. Se poi il tasso Euribor sale al 5%, noi pagheremo 5% + 2% = 7%. Se infine il tasso euribor sale ancora al 6% noi pagheremo 6% + 2% = 8%.

Se invece che un mutuo a tasso variabile classico sottoscriviamo un mutuo a tasso variabile con cap con spread 2% e tetto di tasso al 6,75% avremo che con 'Euribor al 4% noi paghiamo 4% + 2% = 6%, ma con l'Euribor al 5% non paghiamo 5% + 2% = 7%, ma 6,75% che è il tasso massimo applicabile. Anche il successivo rialzo dell'euribor al 6% non ci danneggia perchè invece che 6% + 2% = 8% noi continueremo a pagare il 6,75%, cioè il tasso massimo applicabile (il tetto o cap, appunto).
L'inserimento del cap ha un costo per il cliente, perchè di norma gli spread su questo tipo di mutuo sono più alti che nei mutui a tasso variabile classici. Inoltre alcuni tetti sono fissati a livelli molto alti, e quindi difficilmente raggiungibili, oppure durano solo i primi anni del mutuo e non per tutta la durata del mutuo.



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