Lo spread nei mutui

Quando chiedete un preventivo alla banca per un mutuo, per determinare il tasso da applicare (che poi inciderà in maniera rilevante sull'Indicatore sintetico di costo) la banca si limita ad effettuare una operazione molto semplice. Prende il tasso di mercato di riferimento (tasso IRS se mutuo a tasso fisso, tasso Euribor 6 mesi se mutuo a tasso variabile, a tasso variabile con cap, o a rata costante) e aggiunge un margine di guadagno, chiamato spread

Lo spread nei mutui

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Facciamo un esempio: supponiamo di chiedere un mutuo a tasso fisso a 25 anni. Il tasso di mercato di riferimento è il tasso IRS a 25 anni che, per ipotesi, è il 5%. A questo 5% la banca aggiunge il suo margine di guadagno, lo spread. Supponiamo che lo spread applicato dalla nostra banca sia l'1%. Il preventivo quindi presentera' un mutuo 25 anni a tasso fisso con tasso del 5% + 1% = 6%.
Poichè i tassi di mercato sono uguali in tutte le banche, la differenza tra i mutui di due banche è data dalla differenze nel'ammontare dello spread. Spread più bassi (ad esempio 0,70% invece che 1%) significano tassi finiti più bassi e quindi migliori condizioni. Tali migliori condizioni sono misurate dall'ISC, che include tutte le voci di costo del mutuo e che dà un peso elevato a spread e tassi finiti, che sono le principali voci di costo del mutuo.



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